mercoledì 15 gennaio 2020

Alghe e UE, un matrimonio in vista?

Investimenti Green per tutti nella nuova UE, economie circolari e CO2, ma di direzioni chiare non se ne vedono all'orizzonte quindi si naviga a vista con ciò che già si conosce. I grandi temi sono il riciclo ma soprattutto l'ENERGIA, la produzione di energia è sempre legata alla produzione di CO2 sia nei sistemi industriali che biologici cosa che pone notevoli problemi nel voler ridurre le emissioni. Una società che volesse rendersi neutrale per il pianete, salvo inevitabili inefficienze, deve cercare di portare la produzione e l'assorbimento di ogni scarto in pari, con i rifiuti riciclo e termo-valorizzazione possono spostare il problema sulla sola CO2 semplificando il trattamento del problema: plastiche e composti organici diventano CO2, i metalli sono recuperati così come buona parte di altri elementi utili dalle ceneri.
Rimane il problema di assorbire l'eccesso di anidride carbonica, per fissarla serve energia ed in natura solo gli organismi fotosintetici ne sono in grado, quindi la caccia è aperta ad un divoratore disponibile. Le piante in generale si danno un gran da fare in questo senso e l'agricoltura, se ben applicata, si può annoverare tra le possibili soluzioni, purtroppo la richiesta agricola si scontra con una primaria limitazione di acqua dolce facilmente disponibile, il nostro globo dispone di una quantità ridotta di acqua dolce ma di una quantità enorme di acqua salata.
Effettivamente ci sarebbero anche nel mare delle piante chiamate alghe, perfettamente adatte all'ambiente salino e capaci di crescite esplosive nelle giuste condizioni.

Sushi?


Cosa mangia un alga? Sono di gusti semplici, si accontentano di CO2 luce azoto ed un po' di fosforo, un ambiente tiepido poi sono felici, in alcuni casi sono in grado di recuperarsi da sole anche l'azoto direttamente dall'aria. Non contente di aiutarci in questo modo nell'arduo compito che ci siamo imposti sono bravissime a formare carbonati di calcio (i coralli sono un esempio fantastico) fissando ulteriormente una buona parte del problema, volendo le Diatomee in questo modo aiuterebberonon poco in altri campi.

Quindi bisogna trovare un buon modo di nutrire queste nostre amiche per metterle al lavoro felici impegnandosi un po sono giunto alla conclusione che di ambienti tiepidi e ricchi di CO2 ne abbiamo sottomano molti: le CENTRALI ELETTRICHE ed i TERMOVALORIZZATORI! Ovviamente l'idea non èsolo mia, così come la soluzione agli altri nutrienti, il rimanente dei problemi di nutrizione si ritrova infatti già pronto fornito dalle fogne, gli scarti umani ed animali sono considerati concimi da sempre e le città ne producono tantissimo. I depuratori concentrano normalmente gli elementi migliori per rilasciare acqua pulita quindi i loro scarti sono adeguati per la nutrizione delle alghe se trattati!

Un buon impegno e abbiamo ottenuto tante tonnellate di roba verde, adesso cosa ne facciamo?
Di opzioni ne abbiamo molte, diverse quanto le specie che riusciamo ad ottenere, le alghe sono infatti un alimento usato da sempre ma possono essere usate per ogni scopo, la produzione di combustibili è provata anche se economicamente non ancora economica, la bioraffinazione ha gli stessi problemi e le stesse potenzialità, meno esplorati ma interessanti gli usi zootecnici e come fertilizzante agricolo. Economicamente infatti è soprattutto la parcellizzazione e l'incoerenza dei sistemi a dominare la scena, non si sono ancora formate filiere adeguate a sfruttare l'opportunità, tecnologicamente a valle della produzione esistono ancora delle barriere legate soprattutto alla catena di produzione di combustibili ma il lavorio è intenso.

L'Italia con tutto il suo mare e le sue coste potrebbe essere un paese interessante per queste amiche!

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