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lunedì 27 gennaio 2020

Il missile da crociera, una presentazione inevitabile

La tecnologia cambia la guerra, con l'evoluzione delle armi è cambiato il modo di fare la guerra e le società , la polvere da sparo ha rimosso i cavalieri dall'equazione, la produzione industriale ha creato la guerra di attrito e l'aviazione ha portato la guerra ad estendersi oltre il fronte.
E fino a qui descriviamo le guerre fino alla Seconda Guerra Mondiale, da qui non vi sono più state guerre tra avversari dotati di tecnologia al passo con i tempi, tutti gli scontri successivi sono stati volutamente contenuti, una nuova tecnologia aveva infatti aperto un vaso di Pandora on la fine del secondo conflitto mondiale: l'arma nucleare. Le potenze nucleari erano automaticamente in stallo in caso di confronto diretto, un singolo aereo avrebbe potuto devastare armate o città!
Per potenziare l'arma definitiva servivano sistemi per portare le bombe sul suolo avversario, gli aerei potevano essere abbattuti e la certezza di superare le difese avversarie non poteva essere garantita, lo sviluppo della missilistica ha permesso di sviluppare il mezzo di consegna definitivo nel Missile BalisticoIntercontinentale. Con questo passo da casa propria ora è possibile spedire un pacchetto ovunque nel mondo, quando entrambe le superpotenze dell'epoca riuscirono a perfezionare la tecnologia la guerra tra loro divenne impossibile: qualsiasi scontro avrebbe scatenato una Distruzione Mutua Assicurata .

Parallelamente la missilistica evolveva per fornire metodi per abbattere i veicoli nemici, cosa già dimostratasi utile con le granate a razzo, a distanze sempre maggiori e contro bersagli sempre più evasivi: aerei e navi. Per questi scopi il nucleare risultava troppo costoso e pericoloso quindi si svilupparono progressivamente diversi metodi di guida e riconoscimento dei bersagli.
Le richieste di entrambe questi sviluppi erano un “cervello” in grado di eseguire ordini programmati sempre più piccolo e affidabile, sensori sempre più precisi e piccoli da accoppiare a “mappe” di terreni e bersagli affidabili. L'avvento dell'elettronica a semiconduttori ha aperto le porte agli strumenti adatti per questi scopi e ad altre meraviglie che sono nella vita di ognuno di noi, l'elettronica di consumo è ormai parte integrante del mondo e porta con sé molte delle tecniche e tecnologie nate nella armi.
Ad un certo punto di questa tumultuosa storia qualcuno si è reso conto di poter costruire un aereo guidato da un computer, fondendo così il bombardiere e la bomba ma lasciando a casa il pilota. I primi missili da crociera erano costasi e complicati quanto i missili balistici ma molto più versatili ed in grado di usare testate non nucleari, l'elettronica di controllo però diminuiva di costo e volume con la legge di Moore e presto divenne possibile realizzarne uno con materiali non militari.
Il caleidoscopio chiede un analisi di queste nuove svolte ed è sempre meglio partire con una bella autopsia, come nei migliori gialli, del nostro soggetto!



Un missile da crociera può essere scomposto in struttura, sensori, processore, attuatori, motore e carico

La struttura è ciò che si vede del missile, generalmente un cilindro, e comprende le superfici alari necessarie alla guida e, eventualmente, a sostenerlo in volo. Possono essere di vari materiali ma la leggerezza è sempre una caratteristica desiderabile, la velocità di crociera può imporre ulteriori vincoli: ad alte velocità corrispondono temperature sempre più alte, in alcuni casi simili a quelle che si sperimentano durante il rientro di una nave spaziale. Per i missili a bassa velocità fibre di carbonio o di vetro sono ideali, adeguatamente preparate sopravvivono a velocità vicine a quelle del suono.

I sensori possono essere di molteplici tipi, in base al tempo di volo previsto ed al bersaglio, alcuni emettono e ricevono segnali (attivi), altri ricevono solo (passivi), altri ancora non necessitano di alcun segnale esterno ma si affidano all'inerzia ed alla gravità (navigazione inerziale). Tra i sensori attivi dominano i radar, sia per individuare il bersaglio che per ottenere un immagine del terreno o, nella forma più semplice, la sola altezza del missile da terra, con i laser sono usati spesso anche per ottenere una detonazione quando il bersaglio è in prossimità del veicolo (detonatori di prossimità). I sensori passivi sono generalmente divisibili in “telecamere” ed “antenne”, le telecamere vedono una scena o un segnale nello spettro della luce, le antenne ascoltano i segnali radio. Nelle “telecamere” è spesso preferito l'infrarosso (termografia) mentre le antenne sono prevalentemente usate per ricevere i segnali di geo-localizzazione provenienti da stazioni fisse a terra o satelliti. I sistemi che siaffidano all'inerzia sono i più complessi e, in un certo senso i più antichi , poiché ogni errore di misura si somma nel tempo, la ricerca di una altissima precisione può renderli particolarmente voluminosi e pesanti quindi si tende a cercare compromessi ovunque sia possibile, dove non lo è esistono soluzioni ma a prezzi letteralmente spaziali. Tutti i sensori hanno dei limiti nella precisione di ciò che rilevano, ovviamente più il segnale è forte più la precisione aumenta quindi i sensori che seguono un bersaglio saranno molto precisi in fase terminale mentre quelli di posizione avranno una precisione relativamente costante. La precisione dei sensori può essere degradata da metodi di Guerra Elettronica, dal camuffamento o possono essere ingannati da esche.

Il processore è un computer con la funzione di ricevere le informazioni dei sensori e trasformarle in comandi per gli attuatori. Le informazioni ricevute servono a determinare la posizione del missile e, in fase terminale, del bersaglio, individuare la posizione di un oggetto in movimento non è però semplice, come abbiamo visto i sensori hanno dei limiti nella capacità di individuarla e spesso danno informazioni discordanti. Generalmente viene usa una forma del Filtro di Kalman per integrarle, il filtro permette di pesarne l'affidabilità e utilizzarle per giungere ad una buona stima e a traiettorie prive di “saltelli” dovute alle stime di posizione, conosciuta la propria posizione il computer provvede a definire i cambi di direzione necessari. La fase terminale è relativamente più semplice in quanto il missile non necessita di conoscere la propria posizione ma semplicemente quella del bersaglio, il sistema preferito è la Navigazione Proporzionale e questa richiede semplicemente che l'angolo tra il missile ed il bersaglio non cambi.

Gli attuatori sono i meccanismi che applicano un azione fisica che modifica la traiettoria del missile, spesso sono o elettrici o idraulici ma esistono anche altre varianti. Gli attuatori consumano energia e quindi richiedono una fonte a bordo del missile, quelli spinti da turboreattori possono ottenere da esso quanto richiesto mentre quelli a razzo utilizzano batterie speciali, esistono anche piccole turbine costruite solo a questo scopo per casi più rari.

Il motore è ciò che dà la spinta al missile e ne costituisce la parte più semplice o più complessa in base a quale si usa: quelli a propellente solido sono semplicemente blocchi di materiale, le turboventole sono spesso la versione in miniatura dei motori a reazione poi possono esserci scelte esotiche come motori convenzionali o ramjet. Ovviamente la scelta della propulsione influenza sia la durata che la velocità massima quindi è sempre subordinata all'utilizzo che si intende fare del missile. Un caso speciale sono però i “missili senza motore”, bombe in grado di comportarsi come alianti e veleggiare verso i loro obbiettivi, una categoria spesso in sovrapposizione con le “bombe intelligenti” che sono solo in grado di correzioni in fase di caduta.

Il carico è ciò che il missile è destinato a portare sul bersaglio e generalmente è esplosivo in varie forme e configurazioni senza dimenticarsi ovviamente la possibilità di una bella carica nucleare! In passato era previsto anche un possibile impiego per armi chimiche o biologiche ma, visti i rischi di questo tipo di guerra, è probabilmente stato abbandonato. Ultimamente stanno anche andando fori moda le submunizioni, in crescita sembra invece la categoria delle FAE.

Una categoria simile ma a parte sono i missili balistici, già nominati, in quanto si comportano in maniera simile a quelli da crociera ma seguendo traiettorie balistiche o semi-balistiche, ultimamente è d'uso relativamente comune utilizzare anche su questi un sistema di guida terminale per aumentarne la precisione.


Giro di caleidoscopio e vediamo di cosa sono capaci, per questo abbiamo bisogno di due concetti, la gittata ed il CEP(Circular Error Probable):
  • la gittata è quanta strada può percorrere il missile
  • il CEP rappresenta la precisione, è la dimensione del cerchio intorno al bersaglio (un punto) nel quale ci si aspetta cada il 50% dei missili.
Vediamo ora i più famosi giocattoli dei militari:
  • TomaHawk USA: CEP 10m, gittata 2500Km, 1600Kg, 1,8 milioni
  • 3M54 Kalibr Russia: CEP 5m, gittata 2500Km (4500Km?), 1700Kg, costo ignoto
  • Kh-101 Russia: CEP 10m, gittata 5500Km, 2500Kg, costo ignoto
  • Soumar Iran: CEP ? (<20m con tecnologia Kh-55), gittata 2000Km, costo ignoto
  • Storm Shadow UE-UK: CEP 15m?, gittata 560Km, 1300Kg , 0,85 milioni
  • KEPD 350 UE: CEP 10m (3m IIR), gittata 500Km, 1500Kg, 0,95 milioni
L'attacco Houti in Arabia Saudita ha dimostrato una precisione nel raggio di 10m (circa) ad una distanza di molte centinaia di Km, ma si parla di un mix di droni e missili da crociera dove i droni potrebbero aver guidato la fase finale dei missili.........
In effetti la distinzione tra un missile da crociera ed un drone va riducendosi, un missile è autonomo mentre un drone è pilotato da remoto, i moderni droni hanno capacità autonome notevoli ed i missili da crociera stanno integrando data-link a 2 vie e possono essere riprogrammati in volo, passo breve dal guidarli. Qui il caleidoscopio suggerisce una convergenza interessante che potrebbe sfociare in un unica classe di drone-missile, in grado di percorrere lunghe distanze per poi essere pilotato sull'obbiettivo da persone lontane o sul posto.


giovedì 16 gennaio 2020

La guerra che immaginiamo è diventata impossibile

Gli eventi geopolitici e le paure insite nella vita umana evocano in noi la paura della guerra, supponiamo possano avvenire conflitti simili a quelli del passato ed abbiamo ancora in noi, alcuni per esperienza diretta, le immagini della Seconda Guerra Mondiale. Gli americani magari hanno immagini anche delle seguenti, Corea, Vietnam, Panama, Iraq e Afganistan, loro sicuramente hanno mutato la prospettiva della guerra abituandosi all'idea della guerriglia come forma del conflitto moderno, purtroppo questa percezione deriva da una precisa scelta di avversari!
Una guerra avviene tra avversari con forze e basi produttive paragonabili, la Germania Nazista era una potenza manifatturiera di prim'ordine in grado di produrre mezzi, cibo, munizioni e propaganda al pari di Inghilterra e Unione Sovietica, fù infatti il peso manifatturiero degli USA a sbilanciare i conteggi insieme agli effetti del poderoso sforzo di industrializzazione sovietico. USA e URSS evitarono in ogni modo lo scontro bellico alla luce dei progressi delle loro capacità e si concentrarono su schermaglie di propaganda e guerre per procura lontano dagli interessi vitali reciproci.

Il 14/09/2019 il mondo è cambiato, in Arabia Saudita i ribelli dello Yemen hanno inflitto un colpo devastante ad una struttura chiave dell'industria petrolifera di ARMCO infliggendo danni per miliardi di dollari, situata in pieno deserto a centinaia di Km da ogni confine o zona di lancio nota. L'arma utilizzata sarebbe un mix di droni e missili da crociera di produzione locale, cosa possibile ma improbabile, con capacità esplosiva relativamente limitata ma dimostratisi in grado di sorpassare le difese aeree in una condizione di massimo vantaggio per i difensori: terreno relativamente pianeggiante e privo di strutture o alberi, poco traffico a terra e praticamente nessuno in cielo.

I resti dei droni-missili ritrovati.

Consiglio di prendere il proprio cellulare dalla tasca e guardarlo, chiedetegli diportarvi in un  indirizzo qualsiasi e lui, ubbidiente, vi ci condurrà, in questa semplice missione scoprirete che il lavoro di un missile da crociera lo ha fatto lui per voi.
Questo ovviamente non vuol dire che un cellulare possa essere il sistema di volo di un missile, la precisione del GPS/GNNS è limitata, e il volo richiede molti altri sensori che il cellulare non ha, comunque fornisce una buona idea sulla fascia di prezzo della componentistica necessaria per il cervello del missile (500-1000$) se non si pretende una precisione centimetrica. Possiamo quindi immaginare che un governo, sfruttando proprio componenti simili, possa con uno sforzo assemblare un missile da crociera per una spesa di 5000$ a pezzo su scala industriale, con una capacità di volo di 1000Km ed un carico di un 100Kg, in grado di creare non pochi grattacapi ai vicini.
I droni di cui stiamo parlando nel caso degli Houthi in Yemen sono poco più che degli aeroplani radiocomandati come dimensione e tecnica costruttiva, ma sono prodotti nella nazione più povera del mondo, tormentata dal colera e sotto embargo e guerra.
Le possenti aarmi Houthi.

Ora un giro di caleidoscopio e vediamo cosa questa lezione ci insegna sulla guerra.

Si và in guerra per guadagnare qualcosa!

Bisogna sempre ricordare questa legge base per capire il primo problema della guerra moderna, qualsiasi operazione militare deve corrispondere ad un vantaggio diretto o indiretto per chi la intraprende al netto delle risorse spese. La Seconda Guerra Mondiale aveva in gioco la spartizione delle risorse tecnologiche e naturali con coinvolgimenti planetari, la Guerra Fredda pure, Corea e Vietnam mettevano in gioco il dominio sull'Asia, Panama aveva il canale tra Pacifico ed Atlantico ed il Medio Oriente Allargato rappresenta la produzione e distribuzione dell'energia. La guerra in Vietnam è finita quando i costi sono diventati troppo alti per proseguire ed andavano indirizzati altrove, lezione riciclata contro l'URSS in Afganistan, le altre hanno avuto un saldo decisamente positivo!
La questione dei costi è molto più nebulosa, bisogna ragionare con la testa e lo stomaco di chi sà per certo che il fronte non lo vedrà mai.

Le guerre si decidono al caldo e lontani dal fronte!

Salvo per propaganda nessuno di coloro che ha la possibilità di decidere si avvicinerà mai ad un conflitto in atto se esiste anche solo una remota possibilità di rischiare qualcosa. Questo non avviene solo per ragioni banalmente di autoconservazione ma riguarda anche il problema della catena di comando, perdere coloro che hanno un idea precisa di come dovrebbe svolgersi la guerra può generare un caos inimmaginabile.
Detto questo si capisce perchè la Guerra Fredda non avesse altra soluzione che la pace, con l'avvento dei Missili Balistici Intercontinentali e delle testate atomiche si mette a rischio l'intero approccio ad un conflitto a causa della Mutua Distruzione Assicurata, poichè il fronte sarebbe stato ampio quanto l'intero pianeta.

Combinando i due elementi si comprende subito che i calcoli sono pesantemente mutati dal rischio di pagare non solo con le forze in campo ma anche con ciò che si ha sul proprio territorio ed i propri interessi in altri luoghi, la presenza di un avversario in grado di infliggerti danni letali a tutto campo costringe a considerare come possibili perdite in uno scontro tutte le proprie risorse! Un club  esclusivo di contendenti (Club Nucleare) a cui appartengono tutti e 5 i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU, ognuno di essi possiede infatti i mezzi per una ritorsione in grado di mettere in ginocchio ogni probabile avversario in caso di guerra lasciando spazio per un danno irreparabile al resto del pianeta.
Gli esclusi si sono attrezzati per recuperare i pesi massimi in vari modi, in primis con il nucleare, ma progressivamente si è aperta una nuova strada, la precisione.La possibilità di colpire con precisione a grande distanza cambia ancora gli scenari di guerra, enormemente e drasticamente!

I dilettanti studiano la tattica, i professionisti studiano la logistica.
Omar N. Bradley

Il punto debole degli eserciti è la logistica, per ogni combattente sul campo ne servono molti di più nelle retrovie a garantire il flusso di materiali necessari, l'alloggio, i ricambi e così via, in una catena di trasporti, depositi, scorte e produzioni. Questo enorme parco di attività è vulnerabile proprio al tipo di rischio posto da droni e missili da crociera! Se ci fossero dubbi sull'efficacia di questo approccio basta usare il Vietnam come esempio, il principale sforzo USA nella guerra fù la distruzione del Sentiero di Ho Chi Min, mai ottenuta, per impedire i rifornimenti ai Vietcong.
Russi ed iraniani hanno dimostrato indubbie capacità di precisione negli ultimi tempi, aspettiamo i cinesi per vedere la loro capacità sul campo ma di dubbi ve ne sono pochi, la NATO ne è la patria ed ogni media potenza asiatica sicuramente non è lontana dai precedenti.
Quindi per scatenare una guerra in queste condizioni bisogna mettere sul piatto la possibilità di pesanti perdite non al fronte ma nelle retrovie, perdite concentrate ovvviamente sui bersagli di maggior valore, ancora nelle loro basi........

Caccia di ultima generazione: F35 - 100 milioni, F16 - 19 milioni, Eurofighter - 70 milioni
Aerei cargo: C-17 III - 220 milioni, A400M 130 milioni, C-5 170 milioni, C - 130 40 milioni
Radar: prezzo sconosciuto, nell'ordine dei miliardi per un sistema completo
Sistemi di comunicazione:  prezzo sconosciuto, nell'ordine dei miliardi per un sistema completo
Depositi: in base al contenuto

Se pensiamo al valore dei bersagli si capisce subito che la matematica è sfavorevole all'idea di affrontare realmente chiunque abbia a disposizione una tecnologia di precisione, anche con un costo di 100.000$ a missile lanciarne 40 su una base mlitare darebbe un saldo positivo all'attaccante. Le difese esistono ma stiamo parlando di percentuali e di limiti imposti, Israele attualmente dispone delle migliori difese di questo tipo ma, nonostante la dichiarata invulnerabilità, ne ammette candidamente i limiti. Ovviamente il problema era già noto dall'epoca della guerra fredda, il trattato per il bando delle difese da missili balistici si basava proprio sulla percepita difficoltà di una difesa efficace davanti ad un attacco concepito per "saturare" le difese, la logica permane cambiando i mezzi con cui questo nuovo tipo di attacco con sciami di piccoli vettori.
I danni dei missili iraniani, 0 morti, colpiti hangar e magazini.


Siccome non vedo stati disposti a lanciarsi in perdite di percentuali seriamente importanti del loro PIL in avventure senza interessanti ritorni economici prevedo tanti show e molti ruggiti ma saranno i tavoli negoziali a guidare la politica e non le armi nel prossimo futuro. Poi esiste il "soft power" ma quello lo tratterò in un altro post.

sabato 11 gennaio 2020

Solemani non porterà la guerra


La morte di Quasem Solemani, comandante delle Guardie della Rivoluzione iraniane, ha scatenato paure di guerra e tensioni in giro per il pianeta e per il medio oriente allargato, non voglio esprimere un giudizio sulla persona, non lo ho mai conosciuto, come non vorrei incollargli facili etichette come vuole la prassi di oggi che vede tutto in prospettive da stadio.


Wikipedia ha un ottimo riassunto sulla sua biografiaufficiale , fosse stato un americano lo avrebbero definito un "uomo che si è fatto da sé" mentre in Italia ricorda le figure di alcuni capi partigiani, come molti personaggi che si adattano a queste definizioni è sicuramente un misto inscindibile di luci abbaglianti e tenebre sanguinose. Un uomo che passa la sua vita nel mestiere delle armi si troverà a finirla con le mani sporche di sangue, direttamente od indirettamente, senza una vera possibilità di una redenzione o di una giustificazione agli occhi del mondo anche se bisogna guardare il caleidoscopio dei mondi per capire qualcosa di più.


Solemani scelse di lasciare la famiglia per ripagarne i debiti con il governo, trasferitosi in città lavorò e frequentò la moschea, lì incontrò un messaggio che lo colpì tanto da spingerlo a combattere per esso. Non potendo sapere quali parole lo investirono possiamo però immaginare che scatenarono nel giovane operaio una tormenta di emozioni in grado di alterare per sempre il corso della sua vita, portandolo a rischiarla in molte occasioni per ciò in cui credeva.

Di lui non si saprà mai molto se non la sua abilità sia come comandante che come diplomatico, doti che lo hanno reso un bersaglio ed un simbolo. Chi si trovava dall'altro lato delle sue convinzioni lo doveva forzatamente considerare un avversario insidioso e imprevedibile, al di là di questo muro la necessità di terminare questa minaccia è diventata sempre più pressante con il tempo e giustifica pienamente la scelta estrema della sua eliminazione a tutti i costi. Per noi italiani le sue capacità hanno significato rischi incalcolabili per i nostri uomini dispiegati all'estero, per i contingenti occidentali ed i loro alleati è stato un assassino spietato ed efficacissimo che ha portato a morte prematura migliaia di persone sia tra i civili che tra i combattenti, per il suo governo è stato una pedina di guerra e propaganda di indubbio valore.


Girando il caleidoscopio vediamo che tutte le azioni terribili per noi sono gli atti di un eroe per coloro che ne condividevano gli obbiettivi, moltissimi sciiti possono vedere in lui l'esempio di un partigiano di successo, dallo stesso lato però sicuramente si è reso una presenza ingombrante per molti all'interno del suo stesso governo. Molti eroi sono più un peso che una risorsa passata la battaglia e la volontà di commercio è sempre legata alla pace e la Persia è sempre stata parte della via della seta, terra di mercanti. Quindi anche alle proprie spalle Solemani probabilmente aveva coltelli affilati pronti ad aiutarne la dipartita, non ovviamente alla luce del sole, e la possibilità di eliminare l'uomo per renderlo un icona muta da far "parlare" a comando sicuramente a qualcuno sarà passata per la mente!


La sua morte non provocherà sicuramente una guerra perché, a parte i proclami, nessuna nazione ne trarrebbe alcun beneficio reale, anche gli israeliani, che vedrebbero di buon occhio un Iran devastato, non hanno un interesse immediato ad uno scontro nell'immediato futuro. Rimane l'incognita delle possibili azioni individuali o di piccoli gruppi di esaltati in cerca di una "giusta vendetta" per quanto accaduto, senza un supporto logistico e di intelligence le loro possibilità sono però limitate ai fatti di cronaca ai quali ci stiamo tristemente abituando in occidente, lo stragismo è sempre un affare di stato!

La guerra moderna è probabilmente inconcepibile tra stati di media capacità ed un incubo per superpotenze reali, l'invasione dell'Iraq ha richiesto gli sforzi congiunti di metà del pianeta senza portare una reale vittoria definitiva, è stata combattuta nelle migliori condizioni possibili e durante una fase di economia in forte espansione.
Quindi non guardando i titoli dei giornali il caleidoscopio non mostra nessun vento di guerra.